Il Comune di Galliera avvia un percorso di confronto pubblico con i cittadini sulla proposta avanzata da Herambiente (società del Gruppo Hera) per l’ampliamento della discarica esistente nel territorio comunale.
Il coordinamento e la gestione del percorso di confronto pubblico sono affidati ad un soggetto esterno e terzo: la società “Ascolto Attivo”.

Chi può partecipare?

Tutti i cittadini, comitati, associazioni, imprese del territorio. Il percorso prevede la realizzazione di incontri pubblici, laboratori di approfondimento, visite guidate ad impianti analoghi e sopralluoghi, che si svolgeranno tra luglio e settembre. Agli incontri saranno presenti anche esperti e tecnici di Herambiente per presentare in maniera dettagliata il progetto e dialogare con i partecipanti.

A cosa serve?

L’obiettivo centrale del percorso è creare uno spazio di ascolto e confronto aperto, inclusivo e trasparente, in cui affrontare in modo concreto tutti gli aspetti legati al progetto: dagli elementi tecnici e ambientali alle possibili compensazioni economiche e sociali a beneficio della comunità locale, che possono rappresentare leve strategiche per la crescita del territorio. Il percorso mira a valorizzare il contributo di cittadini, enti, associazioni e imprese che desiderano offrire un apporto costruttivo, promuovendo un dialogo partecipato e orientato al futuro.

La proposta progettuale di Herambiente

Si tratta di un ampliamento della discarica esistente, nell’ambito dell’area impiantistica già di proprietà di Herambiente. L’ampliamento è previsto nel rispetto della normativa vigente e della pianificazione territoriale.
L’impianto è progettato per ricevere rifiuti speciali: si tratta in particolare di rifiuti a matrice inerte che non deriveranno da rifiuti urbani, ma da attività industriali, che con le attuali tecnologie non possono essere ulteriormente recuperati in termini di materia o di energia ma che devono essere smaltiti in modo definitivo e controllato.
Il progetto include importanti accorgimenti per ridurre l’impatto ambientale, l’impatto visivo, il consumo di nuovo suolo e per la valorizzazione paesaggistica e ambientale del territorio circostante.

Scarica il pieghevole (PDF - 1,4 MB)

Leggi il comunicato stampa

Questa pagina sarà in continuo aggiornamento.
Per maggiori informazioni e quesiti scrivi alla mail dedicata:
confrontopubblico@comune.galliera.bo.it

PAGINA INSTAGRAM

PAGINA FACEBOOK

Chi è Herambiente?

Herambiente è una società del Gruppo Hera specializzata nella gestione e valorizzazione dei rifiuti. È il principale operatore ambientale in Italia e si occupa di raccogliere, trattare, smaltire e recuperare rifiuti sia urbani che industriali, puntando alla sostenibilità e all’economia circolare.

Herambiente gestisce circa 100 impianti in tutta Italia e opera con l’obiettivo di:
● ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti
● produrre energia da fonti rinnovabili (come biometano e fotovoltaico)
● recuperare materia ed evitare sprechi

Nel territorio di Galliera, Herambiente è titolare della gestione post-operativa della discarica e promotrice della proposta di ampliamento dell’impianto, oggetto di questo percorso pubblico di confronto e dialogo.

La discarica attuale

La discarica di Galliera è stata attiva dal 2002 al 2013. L’impianto era destinato alla gestione dei rifiuti urbani. Dal 2017 è in una fase di gestione post-operativa, nel rispetto delle norme ambientali.

Oggi è in corso un Piano di Ripristino Ambientale (PRA) che prevede la riqualificazione dell’area anche in termini di biodiversità e valore ecologico.
Tra i principali interventi attivi vi è la produzione di energia rinnovabile: l’area ospita un impianto fotovoltaico da 1 MW di potenza installata e un sistema per il recupero del biogas.

L’intervento di ampliamento della discarica

Herambiente ha presentato al Comune di Galliera una proposta per realizzare un ampliamento della discarica esistente nell’ambito dell’area impiantistica, già di proprietà di Herambiente. Si tratta di un intervento in continuità tecnica e funzionale - vale a dire di un impianto che sfrutta diverse infrastrutture realizzate per la discarica già presente - per il deposito finale di rifiuti speciali non pericolosi e rifiuti pericolosi inerti, così come previsto dalle normative e dal Piano Territoriale Metropolitano (PTM).

  • L’ampliamento dell'impianto: dati e aspetti tecnici
  • - Estensione: circa 7 ettari
    - Volume: circa 742.000 m³
    - Rifiuti ammessi: speciali a matrice inerte
    - Durata di conferimento: circa 12-13 anni
    - Altezza: 22m dal piano campagna, analoga alla discarica esistente

    Dal punto di vista ingegneristico, il progetto prevede la realizzazione di un secondo stralcio di discarica mediante un invaso in sopraelevazione rispetto al piano campagna delimitato da argini. L’altezza massima dello stralcio sarà tale per cui a completamento dello stesso la quota massima non sia maggiore di quella della discarica esistente.

  • La creazione di un’area di valorizzazione paesaggistica e ambientale 

  • La realizzazione dell’opera non comporta alcuna alterazione del paesaggio così come percepito dai principali coni di visuale.

    Nell’ottica di valorizzare il territorio in cui si interviene, il progetto, nel suo complesso, prevede la realizzazione di un’area di valorizzazione paesaggistica ed ambientale, su una superficie di oltre 31 ettari, in adiacenza e continuità con il sito impiantistico.

    L’intervento prevede la messa a dimora di oltre 7.000 piante, tra alberi e arbusti selezionati, selezionati per favorire l’assorbimento di CO₂, l’arricchimento della biodiversità locale e il sostegno agli insetti impollinatori elementi fondamentali per la salute degli ecosistemi. Le specie scelte, tra cui ciliegi selvatici, tigli, olmi e carpini, sono state individuate non solo per la loro funzione ecologica, ma anche per il contributo alla diversificazione floristica e faunistica del territorio. Questo intervento contribuirà alla compensazione delle emissioni generate dalla realizzazione e gestione del nuovo stralcio di discarica. Oltre alla forestazione, sarà realizzata una zona umida naturale e una rete di sentieri naturalistici per permettere una fruizione sostenibile da parte di cittadini, scuole e visitatori interessati all’educazione ambientale.

    L’intervento si integra con i piani di ripristino ambientale già attivati nella zona, contribuendo al miglioramento del paesaggio, alla connettività ecologica e alla tutela della biodiversità locale. Le opere saranno completate in parallelo ai lavori di ampliamento

  • Di seguito il link alla documentazione progettuale sul sito della Regione Emilia-Romagna

Ottimizzazione di utilizzo del sito impiantistico esistente attraverso il ridimensionamento dell’area dedicata al servizio di deposito finale dei rifiuti

I rifiuti gestiti nell’impianto

L’impianto accoglierà rifiuti speciali non pericolosi e rifiuti pericolosi a matrice inerte. Si tratta in particolare di scarti che con le attuali tecnologie non possono essere ulteriormente recuperati in termini di materia o di energia ma che devono essere smaltiti in modo definitivo e controllato.

Derivano, principalmente, dalle attività produttive e dalle Piattaforme di trattamento ed inertizzazione di rifiuti solidi e fangosi e presentano caratteristiche di stabilità tali da renderli conformi al conferimento in impianti di discarica per rifiuti non pericolosi. Saranno, infatti, caratterizzati da basso contenuto organico o biodegradabile e, conseguentemente, non producendo biogas.

Che cosa sono i rifiuti speciali?

Il nuovo impianto non riceverà rifiuti urbani (cioè quelli prodotti da famiglie e utenze domestiche), ma solo rifiuti speciali provenienti da attività industriali, produttive e da impianti di trattamento. In particolare si tratta di scarti di precedenti operazioni di trattamento che con le attuali tecnologie non possono essere ulteriormente valorizzati come recupero di materia o energia.
In particolare:
● Rifiuti speciali non pericolosi: ad esempio rifiuti inertizzati, materiali da bonifiche trattati, scarti da lavorazioni industriali.
● Rifiuti speciali pericolosi stabili e non reattivi: materiali che possono contenere ad esempio metalli pesanti (es. ceneri da termovalorizzazione), ma che sono trattati in modo da non generare reazioni chimiche né emissioni. Sono inerti: non rilasciano gas, non odorano e non fermentano.

Cosa prevede la legge regionale?

La Regione Emilia-Romagna, attraverso il Piano Regionale di Gestione Rifiuti, stabilisce che nuovi impianti per lo smaltimento dei rifiuti speciali possono essere autorizzati solo se esiste un effettivo fabbisogno regionale, valutato in base alla quantità di rifiuti prodotti e smaltiti nel territorio.

Questo principio serve a garantire l’autosufficienza regionale, evitare sprechi e limitare la costruzione di impianti non necessari, in linea con gli obiettivi di sostenibilità e riduzione del consumo di suolo.

Come funziona il controllo dei rifiuti?

Ogni rifiuto destinato all’impianto deve superare una fase di controllo accurata:
1. Omologazione preventiva da parte del produttore
2. Verifica documentale prima dell’ingresso
3. Controllo fisico periodico: campionamento del carico per verificare la conformità al tipo autorizzato.
Questa procedura è fondamentale per escludere materiali non compatibili, garantire la sicurezza ambientale e la tracciabilità completa.

Il percorso di informazione e confronto pubblico

Gli obiettivi del confronto pubblico sono:
● Informare in modo chiaro, trasparente e completo sulla proposta di ampliamento e sul funzionamento dell’impianto
● Ascoltare i cittadini: raccogliere opinioni, domande, preoccupazioni e proposte
● Favorire il dialogo tra cittadini, tecnici, amministratori e rappresentanti dell’azienda proponente
● Condividere strategie e proposte per migliorare la comunicazione e la relazione con il territorio
● Restituire pubblicamente quanto emerso durante il percorso, attraverso un documento finale consultabile da tutti.

A cosa serve la facilitazione?

● Aiuta il dialogo tra cittadini, tecnici e amministratori
● Crea spazi di confronto sereno, rispettoso e inclusivo
● Raccoglie, condivide e restituisce idee e osservazioni

Chi è Ascolto Attivo?

Ascolto Attivo è la società di facilitazione responsabile della conduzione del percorso di confronto pubblico: coordina gli incontri, redige i report, raccoglie e mette a disposizione tutti i materiali relativi al percorso.
In quanto soggetto terzo, Ascolto Attivo non rappresenta né il Comune né Herambiente e non prende posizione sul progetto, assicurando trasparenza, ascolto e accessibilità delle informazioni.
Ha il compito di gestire il processo in modo imparziale, assicurando che tutte le voci siano ascoltate e che le informazioni siano chiare, accessibili e complete.

Il suo ruolo è quello di:
● assicurare trasparenza
● garantire l’accessibilità e la comprensibilità delle informazioni
● promuovere l’ascolto e il confronto tra tutti gli attori coinvolti
● facilitare una partecipazione consapevole, rispettosa e aperta

Per saperne di più su Ascolto Attivo srl: www.ascoltoattivo.net